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Documentazione  

   

La nostra storia

La Nurra è sempre stata nei secoli una delle zone più inospitali della Sardegna, caratterizzata da una economia povera, imperniata sull'attività agro-pastorale a carattere estensivo.

Il clima caldo-arido dei mesi estivi, l'alta frequenza e violenza dei venti dominanti di Maestro, la malaria hanno costituito agli ostacoli principali al suo sviluppo. Diversi sono stati i tentativi di intervento da parte di Enti locali e dello Stato, senza che mai si realizzasse l'auspicato sviluppo socioeconomico di questo territorio.

 

Dal 1600 al 1860 il comune di Sassari concede terreni ad agricoltori desiderosi di insediarsi sul posto: circa 800 nuclei familiari, provenienti dai comuni di Sassari, Osilo, Ossi, Tissi vi si insediano stabilmente.

 

Nel 1933 il Governo italiano interviene attraverso l'Ente Ferrarese di Colonizzazione, che inizia la sua attività su un comprensorio di circa 30 mila ettari, di cui 8000 sono messi a coltura e vengono costruite un centinaio di case rurali.

 

Nel 1951, a seguito della Legge sulla Riforma Agraria, l'ETFAS avvia un imponente programma di trasformazione fondiaria con l'appoderamento di migliaia di ettari di terreno che concede in assegnazione e con la costruzione di importanti centri di servizio. Con Decreto Prefettizio n° 27832/Div. IV dell'11.11.1949, viene costituito il Consorzio di Bonifica della Nurra fra l'Amministrazione Provinciale ed il Comune di Sassari.

 

Il Consorzio fra i proprietari viene costituito con D.P.G.R.S. n° 11802/100 del 26.10.1963. Il Consorzio si costituisce tra i proprietari interessati, a norma del R.D. 215/33, per l'esecuzione, la manutenzione e l'esercizio di opere di bonifica, nonché di altre opere di interesse comune a più fondi o di interesse particolare di ognuno di essi, per operare nel campo della produzione, svolgendo attività prevalentemente economica per il conseguimento di un vantaggio di natura privatistica, consistente nel maggior uso, conservazione e miglioramento della proprietà fondiaria.

 

Con D.P.G.R.S. n° 306 del 6.10.1993, il comprensorio del Consorzio, già ricadente nei comuni di Sassari, Porto Torres, Stintino, Alghero e Olmedo, viene esteso ai territori comunali di Uri, Usini, Putifigari, Villanova Monteleone, Monteleone Rocca Doria e Padria.

 

Pertanto, oggi, la superficie consorziale si estende per circa 120 mila ettari, con quasi 11.500 consorziati.

 

Fin dalla sua costituzione, 1949, il Consorzio avvia la realizzazione di un vasto programma di opere. In particolare realizza una rete viaria di oltre 150 Km; la sistemazione idraulica con oltre 50 Km di canalizzazione; l'elettrificazione dell'intero comprensorio; n° 4 borgate rurali (Biancareddu, La Corte, Pozzo S. Nicola e Palmadula) complete di chiesa e canonica, edificio scolastico, ufficio comunale, ambulatorio, ufficio postale, acquedotto, caserma CC, impianto elettrico e servizi vari; un acquedotto rurale.

 

Ma l'opera più importante realizzata è, senza dubbio, l'imponente complesso irriguo che prende la denominazione di "Sistema Temo-Cuga", per l'irrigazione di un comprensorio di 25 mila ettari e per l'approvvigionamento idrico per usi civili dei comuni di Alghero, Sassari, Villanova Monteleone, Monteleone Rocca Doria, Macomer e Suni.

 

Al sistema è annesso un complesso di aerogeneratori di energia elettrica per l'abbattimento dei costi di sollevamento delle acque d'irrigazione. Gli impianti di irrigazione della Nurra sono stati realizzati, per conto dello Stato, dal Consorzio che li gestisce in concessione nell'interesse dei propri consorziati in base alle vigenti norme di Legge nazionali e regionali che regolamentano la bonifica.

 

Detti impianti consortili servono circa 3.000 utenti per una superficie di quasi 25 mila ettari, suddivisa in 5 lotti realizzati in tempi diversi, in conformità ad altrettanti progetti esecutivi approvati e collaudati dall'Ente Pubblico che li ha finanziati. Il sistema d'irrigazione è a pioggia, goccia e a bassa pressione: 2,5-3,0 atm; il volume d'acqua non dovrebbe superare a seconda del tipo di coltura praticato, i 3.000 - 8.000 mc per ogni ettaro e per ogni stagione irrigua come stabilito nel regolamento irriguo.

 

Ogni utenza è dotata di un gruppo di consegna munito di un limitatore di portata che garantisce l'erogazione del volume assegnato sulla base della superficie irrigabile dell'Azienda ed impedisce che venga superato il valore della portata prestabilita, pena la drastica riduzione della pressione nella rete aziendale.

 

La ripartizione delle spese consortili per la determinazione dei contributi a carico dei proprietari consorziati, è effettuata sulla base della spesa prevista in bilancio e confermata a consuntivo. In particolare, infatti, alla fine di ogni stagione irrigua l'Amministrazione predispone un consuntivo dei costi di manutenzione e di esercizio e ne stabilisce le modalità di suddivisione fra gli utenti, col presupposto che venga sempre mantenuto il pareggio di bilancio essendo il Consorzio un Ente di Diritto Pubblico Economico non commerciale senza fini di lucro.

 

Le voci del consuntivo sono costituite dai costi dei materiali, dei mezzi, dell'energia elettrica, del personale e di quant'altro necessario per assicurare la migliore gestione dell'impianto e la sua conservazione. Le spese di manutenzione sono a carico di tutti i proprietari serviti dall'impianto consortile d'irrigazione, mentre i costi di esercizio ricadono, al momento, solo sui consorziati che utilizzano l'acqua.

 

L'esercizio irriguo è disciplinato dal "Regolamento" predisposto dall'Amministrazione consortile e approvato dal competente organo regionale di controllo. Il potere impositivo viene esercitato dal Consorzio in conformità degli articoli 10, 11 e 59, del R.D. 215/1933, 860 del Codice Civile e 5 della L.R. 21/1984 e alla normativa giurisprudenziale della Suprema Corte e dalle numerose sentenze emanate in materia dalla magistratura ordinaria.

 

In particolare gli articoli 10 e 11 del R.D. 215/1933 860 del C.C. e 5 della L.R. 21/84 stabiliscono che tutti i consorziati serviti dagli impianti di irrigazione devono contribuire alla manutenzione delle opere realizzate dallo Stato al servizio dei loro fondi, mentre in base all'art. 59 del medesimo R.D., il Consorzio ha il potere di imporre contributi alle proprietà consorziate per l'adempimento dei fini istituzionali.

 

 

   
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